Cuil: un nuovo motore di ricerca nato per sfidare Google

Home page di Cuil.com

Cuil è il nuovo motore di ricerca creato da alcuni ex-dipendenti Google. Il termine, che deriva da una parola gaelica (da pronunciare come “cool”), ha il significato di “conoscenza”. Secondo l’annuncio dei creatori, e secondo quanto indicato nella stessa home page di Cuil, il nuovo search engine ha già indicizzato oltre 120 miliardi di pagine Web (contro il recente trilione annunciato da Google sul suo blog ufficiale).

La pagina iniziale

Visitando l’indirizzo http://www.cuil.com/ con il proprio browser Web, viene visualizzata una pagina contenente soltanto l’essenziale: il logo Cuil, un campo per le chiavi di ricerca, il bottone per il submit, il numero di pagine Web attualmente indicizzate ed alcuni piccoli link istituzionali. In netta contrapposizione con Google però, lo sfondo è totalmente nero. L’utilizzo dello sfondo nero potrebbe anche essere legato alle sue presunte proprietà anti-stress ed ai recenti studi sul risparmio energetico dei pixel neri.

I risultati della ricerca

I risultati della ricerca di Cuil, sono frutto di un algoritmo che frutta sia la popolarità delle pagine Web (per Google questo algoritmo si chiama PageRank™, dal nome di Larry Page, uno dei due fondatori della grande G) sia l’attinenza dei contenuti delle pagine Web con le keywords scelte dagli utenti. Anche la pagina dei risultati della ricerca di Cuil è completamente diversa da quella del suo avversario. I risultati vengono disposti su due o tre colonne (a scelta dell’utente) e contengono il titolo della pagina Web (che fa da link per accedere alla risorsa), un breve riassunto (leggermente più esteso rispetto a quello di Google) ed un’immagine di preview, memorizzata tra le immagini disponibili all’interno della pagina trovata. Nell’ultima colonna a destra, nella parte superiore, c’è anche uno strumento per la navigazione a categorie. E per alcune parole chiave, vengono mostrate delle ricerche correlate.

La filosofia

L’idea di fondo alla base di Cuil, tiene conto di quattro aspetti fondamentali:

  • le dimensioni del Web sono importanti;
  • la popolarità delle pagine Web è utile, ma non sempre importante;
  • l’organizzazione delle informazioni è fondamentale;
  • la salvaguardia della privacy degli utenti.
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Rilasciato AxCrypt 1.6.4.4

AxCrypt è un software per la crittazione di file per Microsoft Windows 2000/2003/XP/Vista, che utilizza il sistema di cifratura AES-128.

Il software è gratuito per uso personale ed è disponibile per il download direttamente dal sito Web della Axantum.

Per ulteriori approfondimenti è possibile visitare anche il blog dello sviluppatore di AxCrypt.

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Bilanci di fine anno

Come in ogni fine d’anno che si rispetti, anche in quest’ultimo scorcio di 2006 è tempo di bilanci. Cosa è andato bene, cosa si sarebbe potuto migliorare e cosa, invece, è andato davvero male.

In giro per il Web è possibile trovare davvero di tutto. Ecco alcuni esempi.

L’articolo di Massimo Mantellini, Il 2006 dell’Italia tecnologica, pubblicato sul quotidiano Punto Informatico, descrive un interessante punto di vista. L’autore spazia tra tecnologia, Web e politica italiana.

La rivista online Smashing Magazine ha pubblicato invece l’elenco dei 50 migliori web design del 2006 realizzati attraverso l’utilizzo dei CSS.

Per chi è interessato alle tendenze, Google ha pubblicato le classifiche dei termini di ricerca più utilizzati sul Web nel 2006. Le parole più ricercate sono bebo e myspace, i due noti siti Web dedicati al social networking. Ma anche wikipedia, l’enciclopedia libera del Web e la parola “video”. Interessanti anche le statistiche di ricerca riguardanti le news e gli eventi del 2006.

Una cronistoria abbastanza dettagliata degli eventi salienti dell’anno è disponibile alla pagina 2006 di Wikipedia.

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I personaggi dell'anno sono gli utenti del Web. E in Italia?

Time, il noto settimanale statunitense di informazioni, incorona come personaggio dell’anno 2006, tutte le persone che hanno partecipato all’esplosione della democrazia digitale attraverso l’uso del World Wide Web.

Nel numero dello scorso 18 dicembre, in copertina c’è un computer con uno specchio al posto dello schermo. Il 2006, infatti, è stato l’anno di maggior popolarità per blog e siti Web con contenuti creati dall’utente.

Gli utenti del Web hanno battuto per il titolo di persona dell’anno candidati di spicco, tra cui il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, il presidente cinese Hu Jintao, il leader nord coreano Kim Jong-il e James Baker, l’ex segretario di Stato Usa che ha guidato una commissione di studio sull’Iraq.

Nel frattempo l’ISTAT pubblica uno studio condotto su circa diciannovemila famiglie italiane, riguardante la diffusione delle tecnologie dell’informazione.

Secondo questo studio circa il 54% delle famiglie italiane non possiede ancora un personal computer e solo il 35% ha un accesso ad Internet. Alle soglie del 2007, i beni tecnologici più diffusi sono la televisione (93%), il cellulare (82%), il videoregistratore (63%) ed il lettore DVD (50%).

Tra i motivi principali per cui si utilizza poco il Web da casa, vengono indicati l’inutilità di questo strumento ed il poco interesse al suo utilizzo. Altre motivazioni riguardano la mancanza di capacità, la facilità di accesso da un altro luogo (ufficio, internet point, ecc.), l’alto costo degli strumenti necessari per connettersi ed il costo del collegamento ad Internet. Altri fattori che rallentano l’uso del web sono ancora (purtroppo) la disabilità fisica, la privacy e la pericolosità dei contenuti di Internet.

Approfondimenti

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Due visioni del World Wide Web: intercreatività e conoscenza

“Sul Web dovremmo essere in grado non solo di trovare ogni tipo di documento, ma anche di crearne, e facilmente. Non solo di seguire i link, ma di crearli, tra ogni genere di media. Non solo di interagire con gli altri, ma di creare con gli altri. L’intercreatività vuol dire fare insieme cose o risolvere insieme problemi. Se l’interattività non significa soltanto stare seduti passivamente davanti a uno schermo, allora l’intercreatività non significa solo starsene seduti di fronte a qualcosa di interattivo.” di Tim Berners-Lee da L’architettura del nuovo Web (2002).

“Il world wide web ha le potenzialità per svilupparsi in un’enciclopedia universale che copra tutti i campi della conoscenza e in una biblioteca completa di corsi per la formazione.” di Richard Stallman (1999).

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